sabato 22 gennaio 2011

LA L.I.M. : LAVAGNA INTERATTIVA MULTIMEDIALE

Nell’ambito del progetto Scuola Digitale il Ministero dell’Istruzione ha dotato per questo anno scolastico le scuole secondarie di primo grado di oltre 8000 lavagne interattive multimediali - le LIM – e parallelamente sta organizzando un’azione di formazione che coinvolgerà nei prossimi mesi più di 100.000 docenti. Il dispositivo negli anni successivi dovrà portare a raggiungere, sia nella dotazione che nella formazione, tanto le scuole secondarie di secondo grado che le scuole primarie. Si può dire, in sostanza, secondo un’immagine cara al Capo Dipartimento dell’Innovazione Giovanni Biondi, che la LIM sia il vero e proprio “cavallo di Troia” per andare alla conquista delle pratiche didattiche degli insegnanti nella prospettiva dell’innovazione.
Ma cosa dovrebbe rendere così vincente questa tecnologia? Cosa sono le LIM dal punto di vista tecnologico?
Tecnicamente una LIM altro non è se non uno dei tanti dispositivi tecnologici interattivi e touch che oggi popolano il nostro quotidiano. Come i cellulari, i display delle biglietterie elettroniche delle stazioni, e i PC touchscreen con il nuovo sistema operativo – Windows 7 – che Microsoft ha da poco collocato sul mercato.
La tecnologia touch rappresenta un passaggio nell’evoluzione dei dispositivi di interfaccia. Quello che la distingue, come sempre quando un’interfaccia vuole imporsi sulla precedente, sono la facilità e l’immediatezza d’uso. Meglio, come direbbe Donald Norman, è il fatto che grazie ad essa il computer che sta dietro all’interfaccia diventa un po’ meno visibile e, secondo lo studioso di ergonomia cognitiva, meno il computer è visibile più è appunto facile usarlo.
In classe l’invisibilità della tecnologia, il suo essere non ingombrante (ununcumbering), è fondamentale. Tutti sappiamo che gran parte dei fallimenti in materia di integrazione della tecnologia sono proprio stati sempre dovuti alla visibilità: la tecnologia andava presa dal suo armadio, portata in classe, collocata, collegata, tarata. Tutte operazioni che comportano la perdita di tempo, che non si possono fare mentre la classe è lì davanti che ci aspetta. E poi l’inconveniente era sempre in agguato: un cavo mancante, la lampada del proiettore da sostituire, la connessione che non c’è, il computer che non funziona.
Fare in modo che la tecnologia diventi invisibile vuol dire favorire il più possibile la sua naturalità d’uso. Gesso e lavagna hanno questo vantaggio: sono disponibili, real time, e li posso usare come e quando voglio. La sfida della LIM, come costrutto tecnologico, è proprio questa: non farsi vedere per lasciarsi usare. Che basti per innovare le pratiche degli insegnanti non è certo e vedremo perché nei prossimi numeri: ma certo è un buon inizio.
http://www.primaria.scuola.com/limnews/lim.asp?LIMID=13&Tipo=1&titolo=Tecnologia-con-la-LIM

1 commento:

  1. ...Trovo che questa sia un'idea molto interessante...tecnologica si ma a puro scopo di incrementare, facilitare e rendere, se vogliamo, più divertente l'apprendimento attraverso un approccio meno pesante.

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