In ogni caso è bene ricordare che un disturbo dell’apprendimento non comporta necessariamente un basso livello d’intelligenza, o un’incapacità innata nell’imparare. Semplicemente i bambini che ne soffrono (tra il 2 e il 10% della popolazione scolastica) hanno difficoltà in quelle forme di apprendimento che si realizzano attraverso la lettura, la scrittura o il calcolo. Tali problematiche sono dovute essenzialmente a un disturbo nel processamento delle informazioni, che rende difficile imparare attraverso i metodi tradizionali d’insegnamento. Le difficoltà dei pazienti influiscono non solo con il rendimento scolastico, ma anche con tutte le attività quotidiane che necessitano delle abilità fondamentali sopraelencate.
Aldilà delle difficoltà ad imparare, i ragazzi con questi disturbi tendono a demoralizzarsi per le loro pecche, che abbassano anche i livelli di autostima e inficiano la loro vita sociale: la rabbia e la frustrazione spesso sfociano in aggressività e nel voler evitare le prove o le situazioni difficili. Il 40% di loro abbandona la scuola e da grandi possono avere difficoltà nel lavoro o nell’adattamento sociale.
Tra il 10 e il 25% dei soggetti, accanto a questi disturbi possono presentare anche Disturbo della Condotta, Disturbo Oppositivo Provocatorio, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbo Depressivo Maggiore, o Disturbo Distimico ((secondo la terminologia del DSM).
Come riconoscerli nella vita quotidiana
Vi lascio un link...dateci un'occhiata:
http://www.diesselombardia.it/imgdb/8Ferrazzi.pdf
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