sabato 22 gennaio 2011

I DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO...

La definizione “disturbo dell’apprendimento”, come molti termini tipici della Psicologia e della Psichiatria, spesso è contaminata ed indica problematiche molto diverse tra loro. Negli Stati Uniti e in Canada, con il termine “learning disability” vengono indicate tutte quelle difficoltà psicologiche e neurologiche che limitano le capacità e il potenziale comunicativo di una persona. In Inghilterra invece, il termine è usato più in generale per indicare i disturbi dello sviluppo.
In ogni caso è bene ricordare che un disturbo dell’apprendimento non comporta necessariamente un basso livello d’intelligenza, o un’incapacità innata nell’imparare. Semplicemente i bambini che ne soffrono (tra il 2 e il 10% della popolazione scolastica) hanno difficoltà in quelle forme di apprendimento che si realizzano attraverso la lettura, la scrittura o il calcolo. Tali problematiche sono dovute essenzialmente a un disturbo nel processamento delle informazioni, che rende difficile imparare attraverso i metodi tradizionali d’insegnamento. Le difficoltà dei pazienti influiscono non solo con il rendimento scolastico, ma anche con tutte le attività quotidiane che necessitano delle abilità fondamentali sopraelencate.
Aldilà delle difficoltà ad imparare, i ragazzi con questi disturbi tendono a demoralizzarsi per le loro pecche, che abbassano anche i livelli di autostima e inficiano la loro vita sociale: la rabbia e la frustrazione spesso sfociano in aggressività e nel voler evitare le prove o le situazioni difficili. Il 40% di loro abbandona la scuola e da grandi possono avere difficoltà nel lavoro o nell’adattamento sociale.
Tra il 10 e il 25% dei soggetti, accanto a questi disturbi possono presentare anche Disturbo della Condotta, Disturbo Oppositivo Provocatorio, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbo Depressivo Maggiore, o Disturbo Distimico ((secondo la terminologia del DSM).
Come riconoscerli nella vita quotidiana
Aldilà delle difficoltà tipiche di questi disturbi riconoscibili nel contesto scolastico (i deficit nel leggere, nello scrivere, nel calcolare), molti altri piccoli segni possono essere presenti in concomitanza, quali incertezze linguistiche, spaziali, temporali, motorie. A volte i bambini fanno fatica ad imparare a leggere l’orologio, o ad allacciarsi le scarpe, o possono non eccellere in quegli sport che richiedono un’elevata coordinazione. Possono avere difficoltà a ricordare parole che appartengono a certe categorie oppure in sequenza (i mesi dell’anno, o i nomi delle città, contare all’indietro) o nello stimare le distanze tra due luoghi. Nessuno di questi sintomi può essere di per sé, interpretato come un disturbo dell’apprendimento, così come nessuna attività riabilitativa potrà focalizzarsi su questi aspetti secondari.

Vi lascio un link...dateci un'occhiata:
http://www.diesselombardia.it/imgdb/8Ferrazzi.pdf

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